mercoledì 15 ottobre 2014

Recensione: Per dieci minuti di Chiara Gamberale




Trama

Dieci minuti al giorno. Tutti i giorni. Per un mese. Dieci minuti per fare una cosa nuova, mai fatta prima. Dieci minuti fuori dai soliti schemi. Per smettere di avere paura. E tornare a vivere. Tutto quello con cui Chiara era abituata a identificare la sua vita non esiste più. Perché, a volte, capita. Capita che il tuo compagno di sempre ti abbandoni. Che tu debba lasciare la casa in cui sei cresciuto. Che il tuo lavoro venga affidato a un altro. Che cosa si fa, allora? 
Rudolf Steiner non ha dubbi: si gioca. Chiara non ha niente da perdere, e ci prova. Per un mese intero, ogni giorno, per almeno dieci minuti, decide di fare una cosa nuova, mai fatta prima. Lei che è incapace anche solo di avvicinarsi ai fornelli, cucina dei pancake, cammina di spalle per la città, balla l’hip-hop, ascolta i problemi di sua madre, consegna il cellulare a uno sconosciuto. Di dieci minuti in dieci minuti, arriva così ad accogliere realtà che non avrebbe mai immaginato e che la porteranno a scelte sorprendenti. 

Appena letta la trama subito mi sono incuriosita ed ecco che mi sono decisa a leggerlo.
Narra la storia di Chiara scritta in prima persona in profonda crisi dopo che il marito l'ha lasciata per stare con un'altra.

Non conosciamo il nome del marito perchè lei lo chiama semplicemente Mio Marito scritto così, con le maiuscole perchè per lei significa qualcosa di veramente importante, peccato che suo marito non lo capisca e che tra loro tutto sia finito.

Un giorno la psicologa da cui va in terapia le propone un gioco per dieci minuti al giorno fare qualcosa che non ha mai fatto prima, una sorta di esperimento e da quel momento Chiara vede la sua vita cambiare.
Sembra qualcosa di assurdo eppure giorno per giorno, per dieci minuti al giorno Chiara dimentica le sue pene, i suoi problemi e la sua angoscia perchè il suo pensiero è cosa fare quel giorno di diverso per soli dieci minuti.
Così impara a preparare un tiramisù, a cambiare un pannolino, a mettere lo smalto di un colore acceso, a conoscere il suo quartiere Roma anche se Roma non è la città che lei ama perchè lì si è trasferita per suo marito e scopre molte cose che la fanno stare bene, cose che la fanno ritrovare se stessa.

Scritto in maniera scorrevole, mai banale o scontato, ironico e buffo è un libro che si legge con facilità e ci fa immedesimare quasi subito in Chiara una ragazza come tante che sta soffrendo per amore.

Buffi e simpatici i personaggi che ruotano intorno a Chiara soprattutto il suo amico Guampiero e il ragazzino straniero Ato che fanno presente a Chiara che non è sola come pensava ma che ci sono tante persone che le vogliono bene.

Un libro davvero bello che ci fa riflettere sarebbe un gioco interessante da fare per davvero per scoprire che intorno al nostro piccolo mondo esiste un universo più grande fatto di tante piccole cose che ci può permettere di essere veramente in pace con noi stessi.

Valutazione 3/5








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