giovedì 5 febbraio 2015

Recensione: Il primo caffè del mattino di Diego Galdino



Trama

Massimo ha un bar in centro a Roma e non si è mai innamorato davvero. D'altra parte sta bene anche da solo, in compagnia dei suoi affezionati clienti con cui ogni mattina saluta la giornata tra rumore di tazzine, profumo di caffè e brioche, e pettegolezzi. L'ultima novità non è delle più allegre: l'anziana signora Maria, che da tempo non usciva più di casa, è morta nella notte. Massimo le portava il caffè ogni giorno: e adesso chi verrà ad abitare nel suo appartamentino sopra il bar? La risposta a questa domanda entra come una piccola furia nel bar in un giorno di pioggia: si chiama Géneviève, è francese, timida e bellissima, ed è una lontana parente della signora Maria. Peccato che... beve solo tè. Per fortuna l'amore non bada a queste cose...

Una storia semplice, romantica e molto bella, scorrevole che si legge velocemente.
La storia è narrata dal punto di vista di Massimo un romano doc che gestisce un bar in una piazza molto conosciuta a Roma.
La sua vita scorre tranquilla finchè un giorno non arriva nel suo bar una straniera, una francese,Géneviève  una ragazza che parla poco, pochissimo l'italiano e che sembra irraggiungibile.

Fin da subito Massimo ne resta ammaliato, così diversa dalle persone che conosce capisce che quella ragazza rappresenta per lui la possibilità di costruire un futuro insieme.
La sua sicurezza però vacilla quando capisce che Géneviève sembra considerarlo alla pari dei suoi concittadini pronti a prendere in giro una straniera e a parlare alle sue spalle.
Massimo allora si darà da fare per conquistare la sua fiducia, un'impresa ardua visto che Géneviève è tanto bella quanto distante come se nascondesse dentro di se un profondo segreto che la rende inavvicinabile.
Grazie alla magia di Roma e allo spirito romantico di Massimo però lentamente Géneviève sembra conquistato da tutto ma tutto si sgretola davanti agli occhi di Massimo quando lei parte per ritornare a Parigi.

Una trama molto dolce che mette in evidenza non solo le differenze culturali che ci sono tra due Stati opposti l'Italia e la Francia, anche il classico colpo di fulmine che colpisce quando meno te l'aspetti con una forza inimmaginabile.
Così diversi Massimo e Géneviève condividono insieme lo stesso spirito di determinazione a portare a termine quello che hanno cominciato, due anime che il destino ha fatto incontrare al momento giusto perchè destinate a stare insieme.

Belli gli scenari descritti alla perfezione di una Roma che fa innamorare e coinvolge con la sua storia, il clima quasi familiare che si respira nel bar di Massimo che rappresenta un pò la famiglia di tutto il quartiere dove si incontrano sempre le stesse persone che si conoscono da sempre e si sentono il diritto di dire la propria opinione quando vogliono.
Un gruppo simpatico e buffo che assiste come spettatore alla storia che lentamente diventa importante davanti ai loro occhi.
Leggiamo il dialetto romano ma anche un pò di milanese grazie a un cliente abituale del bar oltre a un pò di francese della stessa Géneviève che poverina cerca come può di adattarsi a una lingua per lei quasi sconosciuta.
Un bel modo di vedere come due culture diverse possono fondersi per poi diventare unica quando c'è l'amore che li unisce.

Inizialmente sembrava chiaro che Géneviève non volesse proprio integrarsi tra loro sentendosi un pò superiore, o almeno è questa l'idea che mi sono fatta, poi però si lascia conquistare non solo dal fascino della città eterna ma anche di Massimo che con pazienza mette a nudo i suoi sentimenti con semplicità disarmante.
Verso la fine del libro capiamo perchè Géneviève agisce in un certo modo e quindi si arriva a comprenderla per certi suoi atteggiamenti e per quanto mi riguardo la trovo ancora di più adatta a Massimo un personaggio così buono, umile e generoso che merita davvero di essere felice.

Accurate e dettagliate le descrizioni del caffè, mentre racconta la sua storia Massimo ci ricorda i nomi dei clienti del bar attraverso quello che ordinano ogni giorno così come se conoscesse il carattere di una persona attraverso il caffè.
Géneviève, che beve solo the, quando assaggia per la prima volta il caffè di Massimo ne resta estasiata e lui è ben lieto di poter condividere con lei quel momento che per lui è magico.
D'altrone quando una cosa viene fatta col cuore, qualsiasi cosa, è sempre un piacere condividerla con la persona amata e questo è il caso di Massimoo, che col suo caffè o meglio con i suoi tanti tipi di caffè è riuscito a conquistare il cuore della bella francese.
Géneviève, così com'era guardata con diffidenza all'inizio perchè straniera, viene poi ben accolta da tutti come parte integrante del quartiere.
Anche questo è un aspetto che trovo molto bello e che mette in risalto quanto con la semplicità e l'essere semplicemente se stessi si può essere accettati con tranquillità.

Valutazione 5/5














4 commenti:

  1. Deduco che me lo consigli, vero? E' già nel mio kindle.

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    1. si è bellissimo tra l'altro sei tu che me l'hai passato e ti ringrazio tanto perchè è stata una bellissima lettura

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  2. Anch'io ho letto e apprezzato tantissimo questo romanzo! Una storia veramente originale, scritta bene e intrigante!

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    1. Si Ariel, sono d'accordo. Semplice ma bello

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