lunedì 16 novembre 2015

Recensione: Ah... Ahh... Ahhh di Nuwada


Trama

Doppio Senso è una piccola città dove le strade sono tutte a senso unico. Qualcuno, arrivando da fuori, sarebbe portato a pensare che si possa solo entrare ma non uscire, invece, la circolazione scorre tranquilla e, prima o poi, la strada per andare a In Mona, il paese vicino, la trovano tutti. 
Nella sala conferenze della biblioteca comunale è in corso la presentazione del libro di Armando Bentivoglio, un noto scrittore sui generis con monomanie bizzarre. Il romanziere, a un certo punto, decide di scrivere sulla lavagna una frase ricca di significati e che possa contenere un’emozione: “Ah… Ahh… Ahhh”. Basta una semplice parola, pronunciata in modo diverso, a suggerire sensazioni di piacere o di dolore, secondo l’interpretazione del lettore, in grado di andare oltre il volere dello stesso autore. La differenza tra “il come si scrive” e “il come si legge”. Il ritrovamento di un cadavere richiederà la presenza del commissario Loquace, un poliziotto dai metodi alquanto singolari. 
Un turbinio di battute e dialoghi caustici, spesso inconsapevolmente comici dei vari protagonisti, caratterizzerà in maniera originale le varie scene, creando un surreale collage di schegge impazzite. Una parody comedy all’italiana con le sue nevrosi e le sue megalomanie grossolane e i suoi personaggi grotteschi non meno suggestivi.

Dal titolo di questo romanzo si potrebbe pensare a una storia comica e invece non è solo questo.

E' un libro che punta proprio su questo, sulla complessità delle parole. A volte una stessa parola può dire la stessa cosa oppure può dire due cose totalmente diverse a seconda di come la si pronuncia o come la si vuole interpretare.
Il messaggio del libro è un pò questo, attraverso le parole vediamo crescere a dismisura una cosa banale e scontata e diventata un vero teatro di giallo.

Molto spesso, nella vita ci capita di interpretare le parole che sentiamo come vogliamo, forse possono dire una cosa o forse un'altra. Adesso che si tratti di un sms, di una lettura, le parole possono assumere forme e significati diversi a seconda della persona che li legge, o a secondo di come la persona vuole leggerli.
Credo che questo sia un ottimo spunto di riflessione perchè rappresenta la vita vera e mi è piaciuto come è stato inserito nella storia.

So che con queste parole ho spiegato poco e niente del libro ma non vorrei entrare troppo nel dettaglio e dire tutto quindi vi lascio la sorpresa.

Personaggio basilare di questa storia è il commissario Loquace un personaggio che fin da subito ha suscitato la mia curiosità, è una persona davvero singolare.
Come lui stesso afferma, non voleva fare il commissario eppure ricopre quel ruolo alla perfezione. Quando si ritrova, suo malgrado, coinvolto in un giallo vero e proprio si rimbocca le maniche per scoprire chi sia l'assassino e ci riesce senza troppi problemi anche se per arrivarci fa parecchio sorridere.
E' un personaggio buffo ma intenso che esprime il vero poliziotto delle piccole cittadine.
Un altro personaggio fondamentale è lo scrittore Bentivoglio, senza di lui e senza le parole che scrive alla lavagna probabilmente non sarebbe successo assolutamente nulla.
Mentre leggevo le conversazioni tra il commissario e lo scrittore mi è sembrato di leggere una realtà alternativa, quasi surreale ma nello stesso tempo mi ha strappato un sorriso. Entrambi, decisamente sono due personaggi alquanto particolari.

Una storia breve che si legge con facilità che mescola mistero, giallo con quel pizzico di humor che non guasta.
Alla fine la storia è molto semplice e leggera, non c'è nessuna nota particolare che rende la lettura avvincente al punto di definirla bellissima, nello stesso tempo però è un libro che per la sua particolarità vale la pena di dare un'occhiata.
Non penso che sia adatta a tutti i lettori, io stesso posso dire con sicurezza che non rientra nel mio genere di solita lettura, eppure è stato un piacevole passatempo leggere qualcosa di diverso.
Mi ha fatto scuotere la testa in più di un'occasione per certi dialoghi a volti privi di senso e poi mi ha fatto sorridere perchè infondo tutto aveva un senso, bastava solo trovarlo.

Trovo anche la scelta del titolo molto azzeccata, attraverso queste semplice lettere Ah Ahh Ahhh ci sono molti significati e quello più importante sta nella risoluzione del caso.

Per l'originalità la mia valutazione è

Valutazione 4/5









2 commenti:

  1. a me era piaciuto un pò di meno ma bella storia senza dubbio ;)

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    1. Una storia sicuramente originale che si legge velocemente.

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