mercoledì 15 gennaio 2020

Rubrica Questa volta leggo. Recensione: La vita bugiarda degli adulti di Elena Ferrante

Ciao a tutti amici lettori e buon lunedì.
Questo gennaio procede spedito dal punto di vista libroso, ma è anche giusto fare un passo indietro e cominciare a leggere qualche storia non recente ma avuta in regalo.
A volte siamo spinti dalla lettura nuova e fresca di stampa da lasciare indietro letture invece che sono "superate" soltanto di poco e invece è giusto occuparsi anche di quei libri che per un motivo o per un altro ci hanno colpiti tanto da volerli avere nella nostra libreria.
Ecco perché oggi partecipo con vero piacere alla  Rubrica Questa volta leggo.  


Questa Volta Leggo è una rubrica a cadenza mensile in cui dopo un sondaggio scegliamo un argomento comune e tante blogger partecipano con una recensione per tutto il mese. La rubrica è stata creata da Chiara e Dolci.

L'argomento di questo mese è: un libro ricevuto a Natale e tanto desiderato e quindi a nche se il Natale è passato, il libro è rimasto e sono stata felice di immergermi nella lettura di questa storia che mi ha incuriosita da subito non appena l'ho vista.
Devo ringraziare la mia amica Ely per il graditissimo regalo che non mi aspettavo.

Trama
Il bel viso della bambina Giovanna si è trasformato, sta diventando quello di una brutta malvagia adolescente. Ma le cose stanno proprio così? E in quale specchio bisogna guardare per ritrovarsi e salvarsi? La ricerca di un nuovo volto, dopo quello felice dell'infanzia, oscilla tra due Napoli, consanguinee che però si temono e si detestano: la Napoli di sopra, che s'è attribuita una maschera fine, e quella di sotto, che si finge smodata, triviale. Giovanna oscilla tra alto e basso, ora precipitando, ora ineripicandosi, disorientata dal fatto che, su o giù, la città pare senza risposte e senza scampo.

Non ho mai letto quest'autrice, ma ho visto la serie tv L'Amica Geniale e conto di leggere anche questa serie prima o poi. Mi ha molto colpita perché racconta una Napoli che conosco bene e nella quale è facile identificarsi, ero quindi pronta a immergermi in una storia dello stesso spessore e conoscere lo stile della sua narrazione che ovviamente è diverso da quello televisivo.

Risultato? Per quanto mi riguarda è promossa a pieni voti anche se ad essere obiettivi non credo che il suo modo di scrivere e il suo stile siano adatti a tutti. Con questo non voglio demoralizzarvi se decidete di leggerla ma solamente avvisarvi che potrà sembrare forte in alcune scene, esagerate in altre, ma è solo una realtà cruda che conosce bene chi è nato e cresciuto a Napoli. Ci sono inoltre alcune credenze, alcuni modi di pensare e qualche frase in dialetto che potrebbero far storcere il naso a chi non è abituato, ma sicuramente per chi cerca qualcosa qualcosa di nuovo e ha piacere di conoscere una cultura diversa dalla propria, questa storia fa al caso vostro.


Dopo questa premessa, posso dire che invece io ne ho apprezzato molto lo stile diretto, a volte freddo ma giusto per una storia vera e attuale. Il libro è ambientato tra il 1991 e il 1995 e molte cose per fortuna le abbiamo superate, ma altre restano ancora radicate nella mentalità antica di alcune persone che non vedono di buon occhio il progresso.
Lo sa bene Giovanna, la protagonista narrante di questa storia, una ragazza dodicenne che vede la sua vita perfetta incrinarsi pericolosamente quando sente una conversazione tra i suoi genitori per puro caso. Suo padre è sicuro che lei sta diventando brutta proprio come sua sorella Vittoria e per Giovanna è un colpo al cuore. Per un'adolescente è quasi una tragedia e anche se suo padre si scusa quando capisce quanto l'abbia ferita, lei non riesce a scrollarsi di dosso quella sensazione di ineguatezza e si impunta a voler conoscere questa zia misteriosa che non ha mai visto perché suo padre ha rotto i contatti con lei da anni.
Dopo vari tentennamenti i genitori decidono di accompagnarla a conoscere questa zia strana, incattivita dalla vita e  che parla soltanto in un dialetto che Giovanna a volte fatica a comprendere. Per quanto tutti le parlino male di Vittoria, Giovanna però si sente amata da quella donna burbera e lentamente comincia ad affezionarsi a lei nonostante i modi bruschi e troppo diretti. Da quel momento la sua vita non sarà più la stessa perché Vittoria la porterà a conoscere nuove persone che faranno parte del suo quotidiano tanto da influenzare molte delle sue scelte future.
Tra segreti svelati, bugie nascoste e mezze verità conosciamo una famiglia particolare, allargata e piena di caratteristiche diverse che mostra uno spaccato di Napoli che rende l'ambientazione ancora più reale.
Questa Napoli di qualche anno fa è esattamente com'era un tempo e obiettivamente non era bella, ma per alcune cose funzionava benissimo così, anzi proprio grazie a una certa tipologia di persone ha permesso di fare cose belle arrivando fino a oggi quindi non sono tutte da disprezzare, ma soltanto da comprendere.
Quando leggiamo qualcosa che conosciamo bene, descritto nella verità più sincera e che ci tocca da vicino una storia acquista un valore ancora più importante e con questa storia è successo questo.

A questo punto c'è da fare un piccolo appunto. Nonostante come ho detto il libro non sia ambientato ai giorni nostri esiste ancora questo distacco da Napoli nord e Napoli sud. Nel primo caso è il luogo dove vive Giovanna e qui si parla un italiano corretto con poche cadenze napoletane, mentre nella Napoli sud quella in cui vive Vittoria il dialetto è all'ordine del giorno anche nei bambini piccolissimi e alcune volte è difficile comprendere tutto bene se non si è abituati da subito.
Non voglio esagerare, ma per quel che mi riguarda il napoletano è una lingua parecchio complicata sia nella scrittura sia nella pronuncia e alcune volte io stessa faccio fatica a comprendere certi termini che non uso quotidianamente, alcune vocaboli pronunciati male possono apparire volgari mentre in realtà spiegano altro. Mi ci sono rivista molto in Giovanna perchè io come lei avrei fatto fatica a capire, ad ambientarmi e pur di non apparire strana sarei rimasta in silenzio come lei.
Giovanna cerca di parlare un dialetto quasi corretto pur di essere accettata, si comporta come farebbero le persone che vivono lì, ma poi si rende conto di perdere un po' stessa quando ormai è tardi.
La sua costante voglia di essere accettata, la rendono una ragazzina insicura e desiderosa d'affetto soprattutto quando scopre un segreto che la colpisce duramente e che riguarda i suoi genitori. Sembra che ogni cosa derivata da quella discussione quasi banale tra i suoi, porti a conseguenze sempre più grandi e Giovanna non sa come reagire. E' in piena adolescenza, accanto non ha le persone giuste per indicarle la giusta via e prende decisioni sbagliate, si lascia condizionare e affascinare da chi non dovrebbe con il risultato che tutte le sue scelte non sono perfette e portano a conseguenze spesso non belle.


Non me la sento di criticarla per tutto anche se alcune sue scelte non le ho per niente apprezzate e certi suoi ragionamenti mi hanno fatto alzare gli occhi al cielo, c'è da considerare che è poco matura e non ha alcuna esperienza del mondo esterno. Circondata dalle quattro mura di una vita perfetta e ritirata, si ritrova improvvisamente catapultata in un mondo nuovo cui fa fatica a rapportarsi eppure lei ci prova, tanto da suscitare interesse e invidia. Ciò nonostante non è felice, ricerca questa felicità ovunque ma non riesce a trovarla del tutto, ha solo barlumi di contentezza che le fanno capire quanto sia importante contare solo su se stessa e questo in un certo senso la costringe a maturare.
A fine libro la troviamo a sedici anni e molte cose sono cambiate, lei per prima, ma questa felicità non è ancora raggiunta. Un finale dolce amaro che forse pregusta un seguito ci fa intendere che la ricerca della felicità è difficile da trovare se prima non accettiamo noi stessi e siamo felici amando la nostra persona, è un messaggio importante che però è essenziale e sul quale tutti dovremmo focalizzarci di più.

Valutazione 4/5


Prima di aspettarvi nei commenti vi lascio il calendario con cui potete seguire tutte le altre tappe della rubrica.





24 commenti:

  1. Anche a me è piaciuto davvero molto questo romanzo, ma francamente ho apprezzato maggiormente la saga de L'amica geniale, sebbene vi sono tanti temi cari all'autrice :)

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    1. Ciao Gresi.
      Io l'altra devo recuperarla per ora mi godo la serie tv e questo libro nel complesso mi è piaciuto molto

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  2. non ho mai letto nulla di questa autrice, sono contenta però che a te sia piaciuta, mi incuriosisce

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    1. Prima volta anche per me Chiara, ma io forse ero più ispirata per i temi trattati

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  3. Ciao Susy, leggo tanti pareri positivi su questo romanzo, e non nego che m'incuriosisce molto! Della Ferrante ho letto tutta la serie de "L'amica geniale" e mi è piaciuta tantissimo!

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    1. Ciao Ariel.
      Secondo me ha uno stile particolare quindi se leggi anche questo fammi sapere ;)

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  4. Susy non ho letto questo libro ma concordo con quanto dici sulla scrittura della Ferrante che ho apprezzato tantissimo ne L'amica Geniale. Credo lei sia un'autrice da prendere con parsimonia proprio perchè i suoi libri non sono facili e hanno bisogno di essere metabolizzati.

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    1. Concordo Chicca, infatti non credo che siano per tutti ma chi vuole qualcosa di impegnativo e sicuramente diverso

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  5. Devo ancora leggere qualcosa di questa autrice. Ne sento parlare molto bene ma non sono spinta a provarla

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    1. Devi aspettare il momento giusto allora e se arriva fammi sapere ;)

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  6. Ho provato quattro volte a leggere L’amica geniale, arrivando, sempre, più o meno a pagina 10 e non riuscendo a superarla. Ho un problema con lo stile dell’autrice ed anche con i libri che hanno molto successo. Farò trascorrere qualche altro anno e poi ci riproveremo! Non è mai detta l’ultima!

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    1. Non ho letto l'altro ma credo lo stile sia uguale e come ho detto all'inizio non penso proprio sia un genere adatto a tutti quindi comprendo benissimo le tue perplessità e la tua reticenza a continuare. Capita anche a me con libri gettonati da tutti e il bello della lettura è anche questo, la differenza che un singolo libro suscita in tante di noi

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  7. Felicissimissimissima che ti sia piaciuto tanto Susy!!! <3 <3 <3

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  8. Della Ferrante ho letto diversi libri, ma non quelli della serie L'amica geniale. Mi piace anche se a volte sa arrivare al limite della sgradevolezza. Questo libro lo leggerò sicuramente. Un saluto da Lea

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  9. Ecco, di questa scrittrice non ho letto praticamente nulla e non so nemmeno se lo farò! Non so perchè ma i suoi romanzi non mi attirano...

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    1. Non credo infatti siano per tutti quindi è giusto passare se non ti ispira

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  10. Molto interessante la recensione, perché arricchisce chi legge anche della tua esperienza personale; e questo aumenta il valore delle parole.
    Anche io come molte altre ho letto la serie de "L'amica geniale" e concordo con te.
    Lo stile della Ferrante - e la natura stessa delle opere - è pensata per un pubblico diverso, un po' più maturo, se mi passi il termine.
    Ha questo velo di nostalgica malinconia che ricopre le sue parole, che non mi fa impazzire.
    Innegabile che scriva benissimo, ad ogni modo.

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    1. Ti ringrazio molto Stefania, credo che certi libri letti da chi conosce certe cose diventino più in fretta cari e questo ne è un esempio. Concordo sullo stile scrittura, decisamente non è per tutti per quanto scriva bene

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  11. Ecco un'autrice che vorrei davvero leggere, anche se la questione dialetto mi spaventa poiché molto spesso fatico a capire il mio, figurarsi quello di Napoli che per i "forestieri" è praticamente una lingua a sé XD Per questo stesso motivo ho abbandonato l'idea di guardare "L'amica geniale"... La presenza dei sottotitoli mi dà fastidio (molto spesso li tolgo anche con le serie tv inglesi/americane, ma almeno lì so di comprendere 3/4 dei dialoghi ahah) :(

    Tristissima però la questione di partenza della storia... Un padre che dice alla figlia che, secondo lui, sta diventando brutta come la zia... Giuro che mi si è accapponata la pelle B|

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  12. Sì l'inizio non è dei migliori anche se poi questa cosa fa da filo conduttore a tutta la vicenda molto complessa.
    Per la questione sottotitoli sono d'accordo con te, infatti credo che sia serie tv sia questi libri dell'autrice non siano adatti a tutti principalmente per questo motivo

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  13. Mai letta la Ferrante, ma sai che penso che inizierò da questo libro a farlo? Non so, ha quel qualcosa che mi intriga di più rispetto a "L'amica geniale".

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