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giovedì 28 marzo 2024

Rubrica I love regency. Recensione: Il matrimonio dell'istitutrice di Lauri Robinson

Ciao a tutti amici lettori.
Oggi torna sul blog la rubrica regency in collaborazione con la mia amica Catia   
     
                     


I love regency è una rubrica a cadenza mensile in cui io e Catia di Rivendell Katy Booklover vi parliamo di un libro scelto insieme nel panorma regency e historical romance.

Ringrazio Harper Collins per la copia omaggio.


Trama
Il West americano incontra l'Inghilterra vittoriana in un’inattesa, ma dolcissima, storia d’amore.

Inghilterra-America, 1885
Quando le gemelline di cui si prende cura rimangono orfane, Aislinn è costretta ad abbandonarle, ma farebbe qualunque cosa per poter rimanere con loro. 
Così, quando il loro attraente e ribelle zio, che ha rinunciato ai diritti di aristocratico per vivere in una fattoria nel Montana, torna in Inghilterra per ottenerne la custodia, lei gli propone un matrimonio di convenienza, che forse, però, tanto conveniente in fondo non è...

Ci troviamo di fronte a due personaggi fuori dal comune, due persone che preferiscono sfidare le regole e le convenzioni se questo comporta essere felici e questo è un messaggio bellissimo non trovate?
Come sempre quando ci sono bambini nella storia è inevitabile che resti coinvolta più del dovuto e qui ci sono due gemelline che hanno ancora bisogno dell'affetto genitoriale soprattutto adesso che sono orfane.
Penso che in tenera età sia ancora più fondamentale avere punti di riferimento, persone che ci vogliono bene, che ci aiutano a capire le cose giuste da quelle sbagliate, che si impegnano a stare dalla nostra parte sempre. Forse è scontato dirlo, ma l'ambiente familiare in cui cresciamo è fondamentale per il nostro essere adulti, per quello che diventeremo un giorno e trovo molto bello che in questa storia si sia dato un valore così importante all'educazione di due bambine che non hanno più quei punti di riferimento così importante.
Quando poi ci sono di mezzo i soldi, un'eredità ecco che ogni cosa viene stravolta perchè si perdono di vista gli obiettivi principali, si pensa solo al successo, al potere e al raggiungimento di un obiettivo che non è la priorità dei bambini, ma qualcosa di molto meno nobile in grado soltanto di arricchiere le tasche.
I soldi non fanno la felicità lo si dice sempre, aiutano sicuramente a rendere migliori la vita questo sicuramente ma quante persone con pochi mezzi a disposizione sono realmente felici? Io dico tanti.

                            
La felicità di quelle bambine è il fulcro dove ruota tutta la vicenda e questa è una cosa che sicuramente mi ha molto appassionato, ho trovato però la storia d'amore narrata priva di sentimento e di coinvolgimento da parte mia come se fosse tutto scontato e accellerato senza un reale senso di coinvolgimento come avrebbe dovuto esserci.
Mi dispiace però secondo questa lettura aveva un potenziale enrome, sfruttato secondo me non abbastanza visto che la mia attenzione è scemata abbastanza in fretta e siccome io adoro essere travolta dalla storia, dalle vicende che accadono nella trama qua ne ho avvertito tanto la mancanza come se proprio mi mancasse un pezzo.
Mia opinione personale ovviamente, puramente soggettiva, ma penso comunque che sia una lettura godibile, a tratti anche divertente perchè ci troviamo di fronte soprattutto all'inizio a scene buffe e fuori dalla norma. 
Mi è piaciuta anche l'ambientazione e come da una Londra piena di impegni e sfavillante ci siamo trovati di colpo a un luogo meno aristocratico e più duro con una bellezza rude eppure travolgente. Penso che qui l'autrice sia stata bravissima a descrivere un passaggio così radicale eppure così bello che rappresenta appieno il cambiamento dei due personaggi e il modo in cui hanno capito di appartenersi.
Leggera e interessante e quindi perfetta per chi vuole staccare la spina e godersi qualcosa di semplice e senza troppe pretese.

Valutazione 3/5

                                  

                                               

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