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giovedì 30 luglio 2020

Recensione: La promessa di un'estate di Marc Levy

Ciao a tutti amici lettori.
Per chi mi segue su Instagram sa benissimo di cosa parlerò oggi e ammetto che non vedevo l'ora visto che adoro quest'autore e ogni volta è un vero toccasana.
Marc Levy non ha bisogno di presentazioni, è uno di quegli autori che si raccontano da soli e che stupiscono ogni volta in positivo.
Io personalmente lo adoro e leggere questa sua ultima storia mi ha davvero fatto bene.




Ringrazio la Rizzoli per la copia omaggio e Esmeralda viaggi e libri per la grafica.

Vi consiglio di passare da tutte le mie amiche blogger per  leggere in modo approfondito le varie tappe e scoprire i pareri su questa storia.

Trama
Il Concerto n. 2 di Rachmaninov mette a dura prova anche i grandi maestri del pianoforte. Lo sa bene Thomas, giovane virtuoso tra i migliori talenti di Francia, che da mesi si prepara per andare in scena alla prestigiosa Salle Pleyel di Parigi. Ma non è per la complessità dello spartito, se la sera del debutto sbaglia le note: è perché lì, tra il pubblico, accomodato sulle ginocchia di una donna ignara, c'è il fantasma di suo padre Raymond. Sovvertendo le leggi del possibile, l'uomo è tornato dall'aldilà per chiedere al figlio di aiutarlo a esaudire un desiderio: ricongiungersi a Camille, con cui in vita ha condiviso un duraturo sentimento platonico, nato molti anni prima su una spiaggia d'estate. C'è solo un modo affinché il sogno si realizzi, un rito inaudito che dovrebbe riunire i due amanti in maniera definitiva. È così che il pianista e il fantasma di suo padre si imbarcano in una rocambolesca avventura oltreoceano, intenzionati a ricucire gli strappi del tempo e a cercare un - seppur tardivo - lieto fine.
Lo stile di Levy è, secondo me, unico. Semplice ma particolare ci trasporta senza problemi nella sua storia e con i suoi personaggi senza che nemmeno te ne rendi conto.
Ti ritrovi a divorare pagine quasi senza accorgertente e poi alla fine resti col sorriso sulle labbra perché è questo l'effetto che fa leggere i suoi libri.
Questo in particolare mi ha trasmesso tanto buon umore grazie a scene buffe e divertenti. Non rischio di rovinare la sorpresa dicendo che si parla di fantasmi, perché dalla trama si legge chiaramente. 
Vi lascio immaginare cosa succede quando Thomas è l'unico a vedere suo padre morto e comincia, agli occhi degli altri, a parlare da solo ovunque si trovi. Non oserete credere a quello che questo pianista deve fare per assecondare le ultime volontà di suo padre.
Mentre leggevo questa storia me la immaginavo benissimo in un film e secondo me ci sarà visto che non è il primo libro di Levy che viene rappresentato in televisione. Una storia simpatica, leggera e semplice perfetta per questo periodo. Avevo proprio bisogno di una lettura del genere che mi permettesse di staccare la spina da quelle troppe impegnative e sono davvero contenta di averla intrapresa.
Thomas mi è piaciuto subito. Semplice, goffo ma tanto buono lui è una di quelle persone brave davvero nel suo lavoro, ma che resta con i piedi per terra senza essersi montato la testa.
La sua vita è interamente dedicata alla musica, è un'esistenza che riempe le sue giornate eppure manca ancora qualcosa per renderla completa e se ne rende conto quanto vede il fantasma di suo padre e capisce che c'è qualcosa che può modificare per trovare la serenità.



Oltre al buon umore, alle risate e ai sorrisi che mi ha strappato ogni scena di Thomas alle prese con il padre Raymond, questa storia mi è piaciuta molto per il significato che nasconde.
Quanti di noi vorremmo anche solo per un tempo limitato poter parlare con una persona amata che non è più con noi? Chiunque farebbe di tutto, ecco perché la voglia di Thomas di passare del tempo in più con suo padre si comprende perfettamente.
Il loro rapporto non era perfetto come spesso accade tra genitore e figlio eppure l'affetto sincero esisteva davvero. Per una madre è forse più facile esternare l'amore verso i propri bambini, per un padre cresciuto in un certo modo è invece più complicato.
Forse non oggi e non con tutti, ma ci sono alcuni papà che hanno qualche difficoltà a parlare di sentimenti con i propri figli maschi anche se l'amore dovrebbe essere una legge universale, non sempre è di facile comprensione. Eppure Raymond amava molto suo figlio, ma non è mai riuscito a dirglielo apertamente e adesso forse può farlo.
Moltissime volte capita di perdere una persona amata e non riuscirle a dire cosa proviamo per lei, il rimpianto per non averlo fatto non sparirà mai ma Raymond e Thomas hanno avuto un'altra occasione per farlo e, lo confesso, un po' li ho invidiati.
So che è una storia inventata, ma ho pensato a quanto sarebbe fantastico se quella parte fosse vera ed ecco perché ne ho apprezzato di più il valore.
E poi c'è il cambiamento di Thomas. Per quanto sia un musicista affermato e bravo, è ancora insicuro ma questo viaggio alla scoperta di segreti nascosti della sua infanzia riesce a trovare anche un po' se stesso. Assecondare le richieste di un padre che amava, lo porta anche a raggiungere una consapevolezza di sé che gli mancava, senza che se ne accorge acquista una maggiore sicurezza percorrendo un percorso di crescita che doveva proprio effettuare per essere la persona che poi è diventato.

Raggiungere la serenità interiore, essere felici e soddisfatti di quello che facciamo non è qualcosa di scontato. Spesso non siamo mai totalmente appagati del lavoro che svogliamo, della vita che viviamo, anzi molte volte ci accontentiamo di una frustrazione che cresce sempre di più e non ce ne rendiamo nemmeno conto, persi come siamo a seguire la stessa identica strada tutti i giorni. Thomas non era propriamente consapevole di non essere soddisfatto finché un bel giorno non ha cambiato direzione e alla fine si rende conto di aver fatto benissimo: adesso è finalmente in pace e sereno.
Mi è piaciuto molto anche il personaggio di Raymond che ho trovato imperfetto nel suo ruolo di genitore, ma soprattutto unico. La storia che racconta a suo figlio poi ha catturato appieno la mia attenzione e sono felice per il lieto fine che ne è derivato. Scoprirete di cosa parlo leggendo la storia, non voglio anticiparvi nulla ma se conoscete i miei gusti, capirete subito l'argomento.
Come credo si sia capito, ho amato tanto questo libro. Tra situazioni buffe a volte anche surreali e scene invece più forti, il mix di emozioni è davvero assicurato quindi consiglio questa storia a chi cerca qualcosa di semplice, ma nello stesso tempo profonda. A chi ama leggere libri simpatici che nascondono un significato importante.
Lo sile scorrevole di Levy poi rende tutto ancora più immediato, quindi se non avete mai letto quest'autore vi suggerisco di cominciare da questa storia. Se invece lo conoscete già, allora vi suggerisco di approfondire la conoscenza di questa storia, troverete di nuovo la sua penna magica che con semplicità riesce a fare incantesimi di carta.

Valutazione 4/5




6 commenti:

  1. Ciao Susy, non conosco il romanzo, ma dalle tue parole sembra davvero meraviglioso :-)

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    1. Ciao Ariel,
      sì è perfetto per questo periodo e se ti piacciono le storie leggere e simpatiche devi proprio leggerlo

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  2. Cia Susy, non conosco questo autore, ma ne parli così bene in questo post che mi hai molto incuriosita.

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    1. Ciao Stefania.
      Levy è un autore particolare, ma questa storia è carinissima e leggera che te la consiglio proprio

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  3. Ciao! Anche io adoro tantissimo Marc Levy, sebbene siano diversi anni che non leggo niente di suo. Credo proprio di non averlo mai portato sul blog! Devo assolutamente recuperare al più presto, ne ho ancora alcuni in libreria che non ho ancora letto!
    Questa nuova uscita sembra davvero bellissimo! Inoltre dalla recensione mi ha vagamente ricordato "Se solo fosse vero", il primo suo libro che ho letto anni fa! :)

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    1. Ciao Sara.
      Secondo me con questo libro ritorna agli antichi splendori infatti devi leggerlo se ti piace l'autore e il suo stile particolare. A me è piaciuta davvero tantissimo

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