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venerdì 23 febbraio 2024

Recensione: Anche se fa male di Lila Storm

Buon venerdì amici lettori.
Oggi vi parlo di una lettura molto particolare.

Ringrazio Mondadori Ragazzi per la copia omaggio.


Trama
Jonah si è da poco trasferito ad Aster e finalmente può andare a scuola come gli altri, senza nascondere i suoi occhi gialli dietro lenti scure, e sentirsi accettato nonostante il fiore ripiegato su se stesso che ha impresso sulla pelle, simbolo del marchio del dolore. Ad Aster, infatti, i Children of Astaroth, persone che possono togliere sentimenti negativi o donare talenti speciali, non vengono perseguitati, anzi, sono dei privilegiati. Qui Jonah conosce Judith, una ragazza con cui condivide la passione per l'arte. I due scoprono la forza di sentimenti mai provati prima, ma lei nasconde un dolore immenso: suo padre è scomparso all'improvviso, lasciandole un vuoto che le rende impossibile abbandonarsi a un amore così travolgente. Jonah potrebbe cancellare il dolore di Judith, ma in questo modo eliminerebbe anche ogni ricordo del loro amore nato tra le pieghe di quella sofferenza. Il destino impone quindi a Judith di compiere una scelta impossibile: ricordare e continuare ad amare Jonah o dimenticare e scegliere la vita più spensierata che potrebbe darle Nate, da sempre il suo porto sicuro.

La cover mi ha colpita subito, tutto quel rosa non poteva passare inosservato per un'amante del rosa non trovate?
La trama poi ha stuzzicato la mia curiosità perchè parla di un argomento particolare in maniera originale.
Jonah non è un ragazzo come tutti gli altri, lui percepisce il dolore negli altri e ha la capacità di eliminarlo. Quando si trasferisce ad Aster non è più un rinnegato, nessuno si tiene alla larga perchè qui sono tutti uguali e per lui è un bel cambiamento. Finalmente riesce ad essere se stesso senza restrizioni e non deve nemmeno vergognarsi di qualcosa che fa parte di lui.
Judith è invece una ragazza che soffre molto per la perdita di suo padre, adesso è orfana e vive con suo zio ma quel dolore così profondo e ancora totale la consuma pian piano.
Sarà proprio Jonah comprendendo quella sofferenza a farla reagire e tra loro nasce un tenero e dolce sentimento che sembra destinato a durare, almeno finché il dolore di Judith non diventa più grande di tutto il resto.
Jonah è l'unico che può aiutarla, l'unico che può guarirla dal baratro in cui sta precipitando e così Judith le chiede di liberarle da quel dolore, è una procedura che il ragazzo effettua spesso, ma stavolta le conseguenze saranno diverse perchè se accetta di aiutrla Judith non dimenticherà soltanto la sofferenza, ma anche l'amore che sta nascendo tra loro.
E' pronta a rischiare?


                                            
Penso che sia impossibile giudicare qualcuno che ha perso una persona cara, il dolore è così totalizzante da dimenticare tutto il resto e soltanto il tempo può aiutare ad accettarlo, non a superarlo perchè il dolore resta ma diventa più facile da sopportare.
Questo per dire che ho compreso benissimo il punto di vista di Judith, tuttavia il suo personaggio l'ho mal sopportato per tutto il tempo e questo ha reso molto complicato appassionarmi alla lettura. So di avere un grosso problema quando non riesco a simpatizzare con uno dei personaggi, ma la lettura resta sempre soggettiva e io ho bisogno di sentirmi parte integrante della storia non alzando per tutto il tempo gli occhi al cielo a causa di comportamenti o azioni che mal digerisco.
Mi aspettavo una storia d'amore a tutti gli effetti, quella che supera ogni cosa, anche la perdita dei ricordi e invece ho trovato un finale che poteva essere gestito meglio e non grazie a un intervento esterno motivato da altre questioni e non quella d'amore.
Peccato perché secondo me questa storia aveva un potenziale enorme sul quale avrei potuto anche superare la mia insofferenza verso la protagonista se però avessi riscontrato un finale diverso.
Ora ovviamente finisce bene, però non come avrei voluto.
Giudizio puramente personale, sappiamo quanto la lettura possa essere soggettiva e sicuramente qualcun'altro l'apprezzerà di più anche perchè l'idea di togliere il dolore, la sofferenza è molto originale e penso che tutti siamo capitati per questioni grande o piccole nei panni di Judith con il desiderio di voler stare bene e non soffrire più.
Lei però si rende conto che in realtà è anche con la sofferenza che si cresce, si impara e ci si tempra e questo è un insegnamento che secondo va sempre ricordato anche quando ci troviamo di fronte a qualcosa di difficile, che ci appare insormontabile. Se la superiamo ne possiamo uscire più forti di prima.

                                                   

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