Oggi vi parlo di un libro per ragazzi.
Ringrazio Giralangolo per la copia.
Trama
La felicità, a volte, può nascondersi ed essere difficile da trovare. Da quando i suoi genitori sono in crisi, Finley vive spesso dei “giorni blu”, momenti in cui tutto si svuota di colore. Per questo viene mandata a trascorrere l’estate dai nonni, in una grande casa elegante e silenziosa, dove regna un’apparente perfezione. Sotto quella calma si nasconde però un dolore antico, lo stesso che ha allontanato il padre di Finley anni prima. A casa Hart, tra parenti sconosciuti e stanze troppo ordinate, la ragazza si sente un’estranea, finché non scopre il bosco oltre il giardino. È un luogo misterioso e vivo, incredibilmente familiare: non può che essere la foresta incantata che nei suoi sogni ha chiamato Everwood. Insieme alle cugine Gretchen e Avery e ai misteriosi fratelli Bailey – con cui le è stato categoricamente vietato di avere a che fare – Finley attraversa la soglia del bosco e trova lì il suo regno, fatto di amicizia e di coraggio, di confusione e di nuove esperienze. Ma più Everwood prende vita, più le sue ombre riflettono la tristezza che Finley porta dentro, fino a spingerla a guardare in faccia ciò che nel mondo reale tutti fingono di ignorare.
Questa è una storia potente, forte perchè le parole quando arrivano al cuore lo fanno con un grande impatto soprattutto se raccontano qualcosa di così importante.
Finley ha undici anni e una grande segreto che vive dentro di lei, che non si azzarda a tirare fuori perchè la sua situazione familiare è già abbastanza complicata e lei non vuole peggiorarla.
Quando viene spedita a casa dei nonni cosicché i suoi genitori possano cercare di riparare ciò che si è rotto la vede come una punizione. Non conosce i nonni, le cugine, le zie perchè suo padre l'ha sempre tenuta all'oscuro di ogni cosa, anche di avere una famiglia Hart che non ha idea di come sia.
Si sente spaesata, fuori posto, l'intrusa in mezzo a un cerchio ben conosciuto almeno fino quando non vede i boschi, le ricordano tanto Everwood il luogo che ha creato quando scrive per stare bene ed è allora che si sente veramente a casa.
Attraverso l'unica narrazione di Finley vediamo come questa ragazzina riesce ad affrontare i suoi demoni interiori, come diversifica i giorni dal suo stato d'animo perchè se apparentemente sembra felice non lo è per niente o almeno non per la maggior parte del tempo.
Che tenerezza questa ragazzina che si rifugia nel mondo della fantasia, della scrittura. Quando scrive di Everwood è come se staccasse dalla realtà troppo difficile da sopportare per crearne un'altra dove ha il controllo, mi ci sono rivista molto in lei perchè io penso sempre che la lettura così come la scrittura siano la medicina per ogni cosa ed è stato bello come riuscisse a coinvolgere i suoi cugini ad esplorare il bosco, ad amare Everwood esattamente come lei.
E' proprio in questo bosco che fa la conoscenza di Jack e dei suoi fratelli, sono i Bailey e non si sa bene per quale motivo ma dovrebbero odiarli, stargli alla larga ma Finley non è d'accordo e invece intreccia con loro una bella amicizia anche se questo la metterà nei guai più di una volta.
Le due famiglie custodiscono un segreto importante che negli anni non è mai venuto fuori almeno finché la nostra protagonista non obbliga tutti ad essere sinceri, anche questa nonna così impeccabile all'esterno e così fragile dentro.
Devo ammettere che la spiegazione del mistero, del grande segreto l'ho trovata un po' piatta e avrei preferito un approfondimento finale che spiegasse ancora meglio, che facesse parlare i diretti interessati con più enfasi invece di liquidarlo in pochi minuti, forse c'è stata troppa aspettativa e troppo tempo per rivelarlo ma ho apprezzato tanto la perseveranza di Finely che è riuscita nello scopo.
Ho adorato il modo in cui ha legato con i suoi cugini, si è affezionata alle sue zie e ai nonni. E' una famiglia molto particolare la loro però nelle loro imperfezioni l'hanno fatta sentire parte di qualcosa e ne aveva bisogno, prima del suo arrivo c'erano troppi sussurri mai urlati ma Finley ha insegnato a tutti a parlare liberamente, ad esprimersi, a dire la verità anche quando fa male e questo le ha permesso di crescere, di acquistare una forza diversa capace di ammettere di avere un problema.
La liberazione nel confessare la verità, la chiarezza nell'affermare che non stava bene l'hanno resa un'eroina proprio come nella sua storia scritta.
Non è semplice, non è facile ammettere di avere un problema, chiedere aiuto per superarlo e fare in modo di intraprendere una strada per la guarigione.
Ho ammirato tanto il suo coraggio, ci ha insegnato tanto comportandosi con così tanta maturità e penso che questo possa essere d'esempio per tante persone grandi o piccole che siano che soffrono di certe problematiche, che credono di poter affrontare e risolvere tutto da soli, che pensano di essere diversi, ma non c'è niente di diverso, niente di normale, ognuno di noi ha una sua personalità ed è giusto così.
E' una storia che ti prende da subito, ti coinvolge e ti travolge con grande semplicità per farti commuovere, sorridere e soffrire con un'altalena di emozioni che si susseguono velocemente e questo a dimostrazione che i libri per ragazzi non devono essere letti solo dai ragazzi perchè fanno bene a tutti, provare per credere.
Valutazione 4/5













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