Oggi vi parlo di un'autrice che mi piace molto.
Ringrazio Garzanti per la copia.
Trama
«Un libro è una voce.» Manon ricorda bene le parole di suo padre. È stato lui, nei pochi anni che hanno trascorso insieme, a insegnarle tutto quello che sa sui libri. È la sua voce che cerca nella biblioteca che le è stato chiesto di catalogare e valutare in qualità di esperta. Manon, però, va oltre: in quelle pagine, cerca la storia, il passato impresso nell’inchiostro. E per la prima volta non riesce a trovarne l’anima. Sta per arrendersi, quando si accorge che si tratta di una collezione interamente al femminile. Scrittrici come Christine de Pizan, Isotta Nogarola, Rosvita di Gandersheim: rare, spesso dimenticate, non tramandate perché ritenute scomode. Donne forti, ribelli, in un mondo che non dà loro spazio. E per questo temute. Mentre legge le loro opere, qualcosa, in Manon, cambia: la biblioteca sembra parlare proprio a lei. Sembra avere legami con la sua famiglia. Anche se è impossibile. Anche se vuol dire mettere in discussione tutto quello che le è stato raccontato. Con accanto Rafael, un giovane libraio antiquario, Manon scava nei segreti di quella affascinante raccolta per scoprire la verità. Per scoprire chi se ne sia preso cura, salvandola dall’oblio. E capisce che ora tocca a lei continuare quella magia.
Ci sono grandi autrici che dominano le classifiche e che, ogni anno, tornano dai loro lettori con una nuova storia. E ci sono libri importanti che portano avanti memorie ormai dimenticate. Tutto questo accade nella Curatrice di libri antichi. Tra le affascinanti vie di Verona, una giovane protagonista ridà voce a scrittrici che l’hanno persa. Perché questo è lo scopo della letteratura: non dimenticare.
Le sue storie ti catturano, ti fanno sentire parte della vicenda fin dal primo momento e in questo particolare caso ancora di più perchè parliamo di libri.
Manon, la nostra protagonista, si occupa di codicologia e ama il suo lavoro. I libri le parlano, le fanno compagnia, sono i suoi migliori amici e lei si perde insieme a loro arrivando persino a preferirirli alla compagnia delle persone. In famiglia non comprendono questo suo desiderio di stare sempre in mezzo ai libri, di capirli, di interpretarli, di ascoltarli.
Suo padre era come lei, ma Manon non l'ha mai conosciuto. E' cresciuta con un patrigno che chiama papà, con una madre che le vuole bene e una nonna che la comprende sempre benissimo. Ha una famiglia enorme, splendida e molto unita però Manon spesso si sente sola, non capita totalmente ed è per questo che durante un evento inaspettato decide di partire, di andare a Verona dove è nato suo padre. Lascia Barcellona decidendo di accettare un nuovo incarico e intanto fare chiarezza dentro di sé.
La biblioteca di cui si deve occupare però nasconde fin da subito dei segreti importanti, dei misteri che sembrano aspettare lei per vedere la luce, ma niente è semplice, nulla è facile anche quando lo sembra e di certo Manon non si aspettava che scavando più a fondo scoprisse anche qualcosa che riguarda il suo passato e se stessa.
Ho trovato la lettura di questa storia molto istruttiva. Oltre alla storia di Manon leggiamo quella parallela del passato e devo dire che è stato molto interessante venire a conoscenza di quante donne scrivevano. Spesso si pensa ai più grandi autori uomini, ma in realtà anche le donne erano capace di scrivere bene, tante donne lo hanno fatto e attraverso la ricerca di Manon è come se tanto lavoro, tanto impegno e soprattutto tanta passione potesse finalmente venire alla luce.
Leggendo le note finali dell'autrice ho scoperto tante cose che non conoscevo e che ho trovato molto belle e infatti penso che la scrittura di questo libro per dare luce a personaggi per niente conosciuti eppure importanti sia stato molto bello.
Manon è un personaggio secondo me molto bello. Nella sua fragilità, nel modo tranquillo in cui ha di affrontare le cose si nasconde un animo determinato, ligio alla giustizia e sicuramente lei era l'unica che poteva risolvere il mistero di quei libri, di quelle penne, di quelle storie tanto a lungo dimenticate.
Mi è piaciuto molto come la storia di Manon si intrecciasse con quella del passato e nello stesso tempo servisse a farle capire qualcosa sul suo futuro e anche sul suo presente.
Pensava di non avere spazio nel suo cuore a parte i libri e invece incontra Rafael un libraio che fin da subito sembra avere con lei una connessione immediata. Sono i libri? E' la città? O è semplicemente destino?
Forse tutto insieme, ma li ho trovati perfetti insieme.
Sebbene la storia d'amore non sia la parte principale è stata strutturata secondo me molto bene, l'intera vicenda è scritta benissimo ma Cristina ha un'innata capacità di intrecciare passato e presente facendolo diventare tutt'uno con una facilità impressionante.
Mi è piaciuta anche l'ambientazione così suggestiva, descritta bene da farti sembrare di essere lì. E ho trovato la scelta del timbro, di ciò che rappresenta molto vero, molto realistico.
Il colpo di scena finale non me l'aspettavo anche se in un certo senso era da prevedere perchè in questo modo si chiude un cerchio e ha tutto un senso. Penso che l'autrice sia stata brava a completare il tutto per renderlo ancora più giusto.
E' una storia completa, che fa riflettere, fa sorridere, ma ti colpisce anche al cuore.
E' una lettura che, non avevo dubbi, sapevo mi sarebbe piaciuta perchè impari a conoscere uno stile narrativo poi ti ci ritrovi e hai piacere nel perderti in pagine ricche di sentimento, di importanti spunti di riflessione e, in questo caso, anche di istruzioni per un passato che dovrebbe essere ricordato di più.
Dovete proprio dargli un'occasione.
Valutazione 4/5











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