giovedì 26 febbraio 2026

Recensione: L'invisibile agli occhi di Giovanna Caldara

Ciao a tutti amici lettori.
Oggi vi parlo di una scrittrice molto brava: Giovanna Caldara.

Ringrazio l'autrice per la copia.


Trama
Invisibile agli occhi è un romanzo intenso e profondamente attuale che racconta la storia di Bea, una giovane donna alle prese con il peso del giudizio, della solitudine e di un rapporto doloroso con il proprio corpo. 
Attraverso una narrazione intima e delicata, il libro esplora i disturbi alimentari, la fragilità emotiva, le ferite familiari e sentimentali, restituendo il ritratto di una protagonista che lotta ogni giorno per sentirsi degna di esistere. 
Maestra d'asilo sensibile e attenta, Bea è capace di vedere e accogliere il dolore degli altri, mentre fatica a riconoscere il proprio valore. 
Tra relazioni difficili, ricordi d'infanzia, paura di amare e desiderio di scomparire, il romanzo diventa un percorso di consapevolezza e lenta rinascita. 
Un libro che parla di invisibilità, ascolto e umanità, offrendo al lettore uno spazio di riconoscimento e rifugio.

Questo è il terzo libro che leggo di Giovanna e posso dire che dovete proprio recuperare la sua penna perchè è una di quelle che arriva al cuore.
Sono dell'idea che più si scriva più si migliori e Giovanna in questo libro l'ha dimostrato.
Non è un libro che racconta una storia d'amore però è un libro che parla dell'amore verso se stessi che è forse ancora più importante.
E' una storia toccante, profonda e molto riflessiva, una di quelle che ti fa pensare, ti fa sorridere, ti fa soffrire e soprattutto ti porta a capire quante persone soffrono senza avere il coraggio di dirlo.
                                          
Di solito non amo la terza persona nei libri se si fa eccezione per gli storici, ormai sono diventata prima persona dipendente e questa narrazione in terza persona all'inizio non mi ha fatto impazzire però sono bastate pochissime pagine perchè mi trovassi immersa nella storia senza badarci nemmeno più, merito dell'autrice che ha saputo toccarmi il cuore e farmi appassionare.
Ho trovato particolarmente toccanti i momenti in cui Bea sta con suo padre, lì mi sono sentita così coinvolta, così presa che la commozione è arrivata inevitabilmente. 
Ci sono certe situazioni che sai non miglioreranno, certe cose che sai non avranno una soluzione eppure sei costretta ad affrontarle ogni giorno e crollare è facile, però Bea ci insegna a non farlo, a lottare fino alla fine per un barlume di felicità perchè vivere giorno per giorno, gioire delle piccole cose è la cosa migliore e questo è secondo me l'insegnamento più grande.
Bea è una maestra d'asilo, paziente, attenta, con un dono preciso quello di capire e comprendere i bambini trattandoli allo stesso modo anche se tutti sono diversi, anche se nessuno è uguale ma ognuno di loro ha molto da dire, da insegnamento anche.
Ovviamente sapete quanto apprezzi i bambini nelle storie e vedere Bea interagire con loro è stato bellissimo. Lei non insegna perchè è un lavoro, la sua è una vera e propria vocazione e si vede sempre.
Bea però non riesce ad essere così buona con se stessa, è severa, rigida e non riesce a volersi bene, volersi bene davvero.
Complice il suo passato turbolento ancora adesso fatica a chiedere aiuto, ma sarà un incontro particolare con un senzatetto, una delusione da un uomo a cui credeva di piacere e l'amicizia solida con la sua collega insegnante a farle acquistare la forza necessaria per ammettere di avere un problema e decidere come superarlo.
Accettare di avere bisogno d'aiuto è difficilissimo e penso che anche questo sia un messaggio importante: non è da deboli chiedere aiuto, ma dobbiamo farlo per stare bene.
I temi affrontati in questo libro sono tanti e tutti molto forti eppure il modo in cui sono trattati sembrano una sorta di guida per uscirne e non crollare perchè a volte la vita ci colpisce in maniera pesante e rialzarsi è difficile però Bea ci insegna che possiamo farcela, a volte dobbiamo.
Piccolo appunto personale riguarda il finale. Ecco io avrei preferito una pagina in più per un epilogo che qui ho trovato mancante e che secondo me era importantissimo, ma ho capito che Giovanna ama finire i libri in questo modo lasciando un po' a libera interpretazione del lettore e catturando l'essenza di ciò che sarà, io invece adoro i finali chiusi e questo mi è mancato, tanto, anche perchè c'erano a mio parere alcune cose da chiudere, da sistemare.
Ma resta un pensiero mio, soggettivo che non toglie niente a una lettura profonda e intensa che sicuramente consiglio a chi soffre di disturbi alimentari, a chi non si vuole bene, a chi come dice Guovanna all'inizio almeno una volta si è sentita sbagliata, diversa, sola perchè Bea è un po' tutte noi e da questi momenti così tristi, malinconici si può guarire cominciando a sorridere alla vita, a se stessa e a dire che valiamo perchè tutte noi meritiamo la pace interiore per poter essere libere e felici sempre.

Valutazione 4/5

                 


                                                    

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