Oggi si torna a parlare di libri per ragazzi.
Ringrazio Giralangolo per la copia.
Trama
In una piccola città sul mare vive Liza, diciannovenne inquieta e sarcastica, con una madre che non abbandona mai il divano, un padre assente da anni e un’unica vera amica che si è trasferita altrove. Insieme a Milo, un ragazzo poco più grande di lei, ha inventato un gioco segreto ed eccitante: entrare di nascosto nelle case lasciate vuote dopo le vacanze. In quegli spazi abitati da sconosciuti, tra oggetti che raccontano vite che non sono la loro, Liza e Milo si amano con l’intensità dei giochi proibiti, cercando di costruire con i loro corpi un “noi” che riempia il vuoto. Ma quando la madre di Liza scompare nel nulla, anche quella fragile impalcatura crolla. Cosa dovrebbe fare, adesso? Ignorare l’assenza sembra più facile che affrontarla, ma la crepa aperta dall’attesa ha un effetto imprevisto: lascia filtrare la luce. Beatrice Dorigo, con voce ironica e autentica, racconta nel suo romanzo d’esordio quel momento sospeso in cui non si è più ragazzi ma non ancora adulti e indaga il confine tra fragilità e coraggio, esplorando temi universali con la sensibilità di Sex Education e l’intensità emotiva di Noi siamo Infinito: salute mentale, relazioni familiari disfunzionali, sessualità, il peso dei segreti e la ricerca disperata di un posto nel mondo.
Liza ha diciannove anni eppure sembra molto più matura perchè sulle spalle porta un fardello importante, perchè ogni giorno combatte con una lotta lunga e spietata contro l'ignoto, quello che non sai come combattere, quello che vuoi sconfiggere, ma poi ti rassegni perchè non hai abbastanza frecce al tuo arco.
Penso che l'autrice sia stata molto brava a descrivere l'impotenza e la paura di perdere ciò che abbiamo attraverso la storia di Liza che ti coinvolge fin da subito.
Liza incontra Milo al momento giusto quando si sente sola e lui rappresenta quel faro nel buio capace di farle provare sensazioni positive e allontanarla dal grigiore che è diventata tutta la sua vita.
Milo è dolce, presente, premuroso e disponibile. Il suo personaggio è un tenero orsetto che c'è sempre in ogni occasione e che ti aiuta sempre senza porsi domande.
Lui è decisamente un personaggio perfetto, a volte troppo e mi ha suscitato tanta terenezza perchè era chiaro fin dall'inizio che Liza non provava le stesse cose perchè Liza stava combattendo una battaglia interiore senza però spiegargli mai niente.
Milo però si è abituato a prendere ciò che arriva, a lui bastano anche le briciole di Liza, l'importante è che sia nella sua vita e per un po' va bene ma Liza a un certo punto è come rinsavita e si rende conto che continuare così non va bene, non fa bene a Milo che merita di più e per essere la persona che merita deve prima sistemare il suo caos interiore, deve prima sistemare le cose con sua mamma, deve prima sistemare me stessa.
Con una narrazione fluida ma cruda e dettagliata l'autrice ci fa addentrare in tematiche attuali e forti come la depressione e l'abbandono e lo fa con grande attenzione ai dettagli, alle emozioni e alle sensazioni che ne derivano.
Mi è piaciuto molto il modo in cui sono stati trattate argomenti così delicati perchè portano alla riflessione, aiutano a pensare, a comprendere bene che a volte le persone sono sfuggenti per un motivo, ci aiuta a capire che la vita non è sempre ciò che mostriamo perchè spesso si tende a far vedere solo le cose belle e mai quelle brutte.
Liza ci insegna che bisogna imparare a volerci bene, ad affrontare i problemi, non fingere che non esistano perchè così non si risolveranno mai e soprattutto ci aiuta a capire che non bisogna mai abbandonare la speranza.
Valutazione 3/5











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