Dopo essermi abbastanza ripresa dopo il Fri che è stata un'esperienza bellissima torno a parlarvi delle mie ultime letture e questa l'ho proprio finita in treno del mio luungo viaggio.
Ringrazio Garzanti per la copia.
Trama
Mentre fuori il vento spezza i rami degli alberi, il pianto di un neonato riempie di vita la stanza. È nato il figlio di Cora e lei, finalmente, può cullarlo. Ma non è solo una notte di nascita e tempesta. È una notte di decisioni. Il bambino ha bisogno di un nome, ma Cora esita. La scelta più semplice sarebbe chiamarlo Gordon. Il nome del padre, e di tutti i maschi della famiglia. Il nome che il marito vorrebbe imporle. Eppure, Cora sente che non è la decisione giusta. Potrebbe chiamarlo Julian, un nome che le è sempre piaciuto per il suo significato: Padre del cielo. O accontentare la primogenita Maia che le ha suggerito Bear. Il mattino dopo, la bufera è passata. Cora, invece, sente ancora infuriare dentro di sé lo stesso vento che ha messo sottosopra la città. Mentre va all’anagrafe, ferma il passeggino sotto una quercia e stringe forte la mano di Maia. Gordon, Julian, Bear. Cora deve decidere se assecondare la volontà di suo marito o ribellarsi.
In tre scenari alternati, la madre dà al figlio un nome diverso. Una scelta che comporta tre vite differenti. Una decisione che innesca infinite possibilità. Perché un nome non è mai soltanto un nome. Può essere dono, eredità, promessa; oppure trasformarsi in vincolo, marchio, condanna. Può proteggere o ferire. Può esprimere amore o potere. E può cambiare un’intera esistenza.
Struggente, malinconico e profondo.
Mi aveva molto incuriosito la trama, ma non immaginavo di trovarmi di fronte una storia così potente a livello emotivo.
Ogni pagina, ogni singola pagina è stato un colpo al cuore. Mentre lo leggevo sul treno ho avuto il mogone per molte volte perchè è di una tristezza infinita, succedono tante cose brutte a questa famiglia, l'autrice non ci è andata leggera eppure la lettura procede in un soffio perchè è scritta davvero bene e si finisce con affezionarsi a tutti anche se sai che non sarà semplice vedere un briciolo di serenità.
E' stata una lettura devastante sotto tutti i punti di vista, ancora adesso fatico a contenere le emozioni che mi ha trasmesso e penso che dopo tanta sofferenza avrei voluto un finale diverso.
Sì, sono un disco rotto lo so ma le storie senza lieto fine mi sembra che manchino di qualcosa, so benissimo che la vita reale non è tutta rosa e fiori, ma leggere di tanto dolore e poi arrivare a un punto dove non c'è una luce di gioia mi sembra infinitamente triste.
Leggendo le note finali dell'autrice ho compreso le sue motivazioni, non le condivido, ma le ho comprese e penso che la sua scelta sia stata dettata anche da un'idea molto originale e molto riflessiva: i nomi.
Cora deve andare a registrare suo figlio all'anagrafe e non sa che da quel momento la sua vita cambierà radicalmente in tre binari opposti.
Sì, perchè Cora è indecisa tra tre nomi, uno scelto dal marito Gordon esattamente come lui, uno scelto dalla figlia maggiore Bear e un altro scelto da lei Julian.
A questo punto vediamo la storia dividersi su tre binari opposti, ogni arco temporale il bambino ha un nome diverso, una vita diversa e un destino diverso, ma è qualcosa che non coninvolge solo lui bensì tutta la sua famiglia.
E' stato interessante vedere tre storie insieme che viaggiavano su rotte parallele senza mai incontrarsi.
In ogni storia c'era qualcosa che non andava, in ogni percorso c'era un filone malinconico che ha accompagnato tutta la vita dei personaggi e anche se ognuno di loro ha seguito una strada diversa si ritrovava sempre con l'assenza di qualcosa dimostrando che al destino non si sfugge, nemmeno con un nome diverso.
E' una lettura che fa pensare molto alla scelta di un nome che condizione la tua intera esistenza, è una lettura che colpisce dritto al cuore senza preavviso e pugnala con costanza. E' una lettura che non ti aspetti ti coinvolga così tanto e per quanto desideri con tutto te stesso che succeda qualcosa di bello poi però ecco che colpisce di nuovo con grande maestria.
Sì, non è una lettura leggera per quanto sia riflessiva. Non è una lettura semplice e non è nemmeno una lettura dove tutto è bene ciò che finisce bene, è una lettura che senza sconti ci mostra la dura realtà, la crudeltà umana e anche l'incapacità di amare il prossimo quando non siamo circondati da amore.
Valutazione 3/5











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