martedì 5 marzo 2024

Recensione: That's left in the world di Erik J. Brown

Ciao a tutti amici lettori.
Oggi vi parlo di un libro molto particolare che richiama un po' quello che purtroppo abbiamo vissuto tutti.

Ringrazio Rizzoli per la copia omaggio.


Trama
Che cosa rimane quando non hai più niente da perdere? Speranze azzerate e un umorismo nero con cui affrontare il mondo. Con questo bagaglio viaggia Andrew, solo, affamato e ferito, attraverso un'America spettrale, colpita da un virus che ha sterminato buona parte della popolazione mondiale. I pochi sopravvissuti sono gente pericolosa, disperati che non esitano a uccidere a sangue freddo chiunque contenda loro una latta di cibo o qualche medicina abbandonata sugli scaffali dei negozi saccheggiati. Andrew lo sa. Per questo, quando bussa alla baita di Jamie in cerca di aiuto ed è accolto da un fucile spianato, si aspetta che sia la fine. E invece no. Andrew e Jamie si riconoscono, perché in fondo si assomigliano: tutti e due provano un'innata repulsione per la spietata legge del più forte, e fidarsi uno dell'altro diventa inevitabile. La fiducia diventa amicizia, e l'amicizia con il tempo si trasforma in un legame più profondo. Ma i due ragazzi nascondono anche dei segreti e, nel corso del lungo viaggio che li attende, dovranno mettersi a nudo e chiudere i conti con il passato, lottando fianco a fianco per costruire una nuova vita insieme. Ma, proprio quando ogni cosa sembra perduta, scopriranno che l'amore è tutto ciò che resta, tutto ciò per cui vale la pena rischiare, vivere e morire.
Un libro per ragazzi in realtà non definisce appieno questo libro che racconta una storia importante vissuta in un periodo particolare in cui in realtà tutti ci possiamo immedesimare.
Sì, perchè ci troviamo di fronte a una terra devastata da un virus, avete capito adesso perchè riguarda un po' tutti?
L'autore nelle note finali ha spiegato che quando ha iniziato a scrivere questa storia non si parlava ancora di Coronavirus tuttavia poi ciò che aveva solamente inventato è diventato realtà e questo libro è diventato parecchio attuale.
Confesso che non leggo molti libri - se non nessuno - che trattano questo argomento perchè lo reputo ancora troppo "fresco", ci siamo lasciati alle spalle un periodo devastante che non mi piace rivivere almeno nei libri, però questo titolo mi ha colpito perchè parlava di ragazzi ed ero curiosa di capire come l'autore si fosse approcciato su questa tematica.
Jamie e Andrew sono due ragazzi che si incontrano per caso. Andrew è ferito e Jamie lo trova nel suo capanno, dopo averlo aiutato decidono di partire insieme e per loro comincia un viaggio all'insegna dell'avventura e delle difficoltà.


                                    

Durante il loro cammino imparano a conoscersi, a fidarsi l'uno dell'altro e a raccontare meglio le loro vite e il cambiamento che questo virus ha portato nelle loro vite.
Attraverso il pov alternato possiamo quindi vedere due ragazzini che hanno imparato a sopravvivere, a diventare bravi nello spostarsi conservando però quella bontà che poteva anche essere spazzata via perchè quando si lotta per la vita può cambiare qualsiasi cosa anche il carattere di una persona.
Sinceramente penso che non si possa nemmeno giudicare certi comportamenti, certe azioni finchè non ri trovi in quella determinata situazione con l'ansia di rischiare la vita quotidianamente, non è una situazione facile e credo che entrambi abbiano dimostrato di essere due personaggi molto forti nonostante ne abbiano passate tante.
Il tenero sentimento che nasce tra loro è dolce, genunino e a volte incerto. Sì, perchè nel loro caso farsi avanti, dichiararsi ed esternare i propri sentimenti non è semplice, l'ho trovato molto tenero. Penso anche che questo amore che ha tutte le carte in regola per diventare sempre più potente sia anche per loro motivo di forza, quando hai qualcosa per andare avanti oltre te stesso, quando hai uno scopo il futuro ti appare in maniera diversa.
Nel loro viaggio incontreranno anche gente malvagia, incattivita forse dalla vita o semplicemente crudele, anche qui giudicare è un po' difficile e penso che non si debba nemmeno puntare il dito almeno fino a quando non si supera quel limite dove non c'è più possibilità di ritorno.
E' una storia quindi dolceamara perchè ci mostra un mondo devastato quasi irriconoscibile, ma nello stesso tempo pieno di cose belle come questi due ragazzi che cercano soltanto di stare bene e trovare un po' di serenità.
E' una lettura potente, ma nello stesso tempo riflessiva, io confesso che l'avrei preferita meno veloce in alcuni punti e meno prolissa in altri, ma è solo una valutazione puramente personale.

Valutazione 3/5

                               

                                                 

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